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Caravaggio nuove visioni

Caravaggio emoziona, commuove, avvince: davanti ai suoi quadri non si può restare indifferenti, si prova quasi istintivamente il brivido di una presenza, il senso della realtà, un coinvolgimento profondo. Di questa emozionalità è intrisa la nuova produzione Lyricdancecompany che offre allo spettatore tre originali visioni artistiche ispirate alla figura e all’opera di questo grande artista. Personalità e linguaggi coreutici diverse restituiscono allo spettatore la potenza e la ricchezza dell'opera del grande pittore seicentesco. I tre coreografi attingono alle atmosfere, all'estetica e ai colori di Caravaggio, filtrandoli attraverso le proprie sensibilità contemporanee e i personali linguaggi espressivi, quasi a dare nuova forma alle opere immortali di questo grande artista e a testimoniare la potenza della sua pittura, e l’universalità della sua arte che non ha mai cessato di ispirare nuove generazioni di artisti in ogni parte della terra.

 

Alberto Canestro ci trasporta ancora una volta in atmosfere di grande rigore ed eleganza classica, donando la tridimensionalità del gesto danzato all’opera di Caravaggio. Le figure in movimento sembrano uscire dai dipinti del grande maestro in un continuum di intenzionalità ed emozionalità, dove la drammaticità della composizione pittorica trova naturale svolgimento nello spazio. Canestro codifica nel suo linguaggio coreutico neoclassico la carica emotiva e la forza compositiva dei dipinti e attraverso la sua sensibilità di artista multidisciplinare (è diplomato anche all’Accademia di Belle Arti) ne coglie gli elementi plastici e li lascia fluire e mutare in forme attuali, dalle quali traspare sempre l’enorme rispetto e la grande ammirazione per il grande artista secentesco.

La scelta stilistica della coreografa Chiara Zecchi nasce dal rapporto che, in modo chiastico, pone un suo aspetto professionale, quindi reale, in relazione alla “luce” del Caravaggio. E così anche la filosofia che il maestro pone alla base delle sue opere, si riflette in quella che sta alla base della tecnica proposta dalla Zecchi nell’ambito della danza contemporanea: come la pittura è fedele al reale così anche il gesto è fedele alla realtà nella danza e la luce ne dà testimonianza. L’opera caravaggesca a cui la coreografa si è ispirata è “la flagellazione” dove è la luce stessa a riflettere l’opera dando una forma ed un volto all’orrore della realtà, in pieno contrasto con la bellezza. Luce come testimone della cruda realtà del gesto riflesso all’osservatore; chiarezza incontrovertibile nel manifestare l’orrendo, oscuro e reale spettacolo del gesto umano nella danza.

Matteo Ruggiero, con la regia di Laura Agostini, prende l’opera “Morte della vergine” come pretesto per inscenare il tema dell' Antitesi, del Sacro e del Profano che in Caravaggio riescono a coesistere. Con questo atto coreo-espressionistico-vocale chi assiste è trasportato nella quotidianeità e nell' intimità di Caravaggio, nel luogo dove dipinge, dove vive, dove dorme, dove mangia, cioè in "Quella Stanza".

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